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Tuesday, 15 October, 2019
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ORGANISMO DI CONCILIAZIONE

Organismo di Conciliazione

L’Associazione Giustizia Arbitrale è socio fondatore dell’Organismo di Conciliazione di Firenze, costituito il 16 marzo 2005 da tre ordini professionali (Avvocati, Commercialisti e il Collegio dei Ragionieri) e da 9 associazioni di professionisti.

STATUTO

DELL’ORGANISMO DI CONCILIAZIONE

DI FIRENZE

 

Articolo 1 - DENOMINAZIONE E SCOPI

E’ costituita l’Associazione denominata “ORGANISMO DI CONCILIAZIONE DI FIRENZE” avente lo scopo di provvedere stabilmente all’attività conciliativa prevista dagli artt. 38 e 39 D.Lgs. 5/2003, nonché di ogni altra controversia civile e commerciale mediante procedimenti affidati a conciliatori iscritti all’albo professionale degli Avvocati, dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri previsto per legge e all’elenco dei conciliatori dell’Associazione che offrano le garanzie di competenza, indipendenza, imparzialità e riservatezza.

L’Associazione svolge la propria attività attraverso:
a) la promozione, lo sviluppo, l’organizzazione e la realizzazione di procedure di conciliazione;
b) la formazione di soggetti qualificati professionalmente per l’attività conciliativa;
c) ogni altra iniziativa utile, direttamente o indirettamente, a promuovere ed a facilitare lo sviluppo delle procedure di conciliazione.

 

Articolo 2 - DURATA

L’Associazione ha durata sino all’anno 2050.

 

Articolo 3 - SEDE

L’Associazione ha la sede in Firenze, Via Cavour 57, presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze.

 

Articolo 4 - PATRIMONIO

Il patrimonio dell’Associazione è costituito:

a) dalle quote sociali;
b) dalle contribuzioni volontarie e straordinarie.

E’ vietata la distribuzione, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.



In caso di scioglimento per qualunque causa dell’Associazione, l’assemblea, in seduta straordinaria, provvederà, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n° 662, alla devoluzione del patrimonio ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

 

Articolo 5 - SOCI

L’Associazione è costituita da soci fondatori e soci effettivi, i quali tutti, con l’iscrizione accettano le norme dello Statuto.

I soci si dividono in enti pubblici ed enti privati.

a) Sono soci fondatori quali enti pubblici:
1) il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze e per esso il Presidente del Consiglio;
2) il Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Firenze e per esso il Presidente del Consiglio;
3) il Collegio dei Ragionieri Commercialisti di Firenze, e per esso il Presidente del Consiglio,

b) Sono soci fondatori, quali enti privati, le seguenti Associazioni:
1) Avvocati Amministrativisti Toscani;
2) Avvocati di Empoli e della Valdelsa;
3) Avvocatura Indipendente di Firenze;
4) Associazione Italiana Giovani Avvocati – Sezione di Firenze;
5) Giustizia Arbitrale di Firenze;
6) Sindacato degli Avvocati di Firenze e Toscana – A.N.F.

c) Sono soci effettivi gli enti pubblici e privati, non aventi finalità di lucro, che presenteranno domanda d’adesione i cui associati siano professionisti iscritti ad un albo professionale previsto per legge nelle materie giuridiche ed economiche.

I soci fondatori ed i soci effettivi sono tenuti al pagamento di una quota annuale nella misura, anche differenziata, che sarà fissata dal Consiglio Direttivo.

Coloro che intendano fare parte dell’Associazione quali soci effettivi dovranno presentare domanda al Consiglio Direttivo che valuterà l’esistenza dei requisiti richiesti di rappresentatività e compatibilità statutaria. Nell’ipotesi di diniego dovranno essere, sia pure succintamente, indicate le ragioni.

Sia contro la delibera d’ammissione che di non ammissione, ciascunsocio interessato potrà proporre ricorso al Collegio dei Probiviri entro 30 giorni dal ricevimento della relativa comunicazione effettuata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. Nel caso in cui il ricorso contro un provvedimento d’ammissione risulti presentato da soggetto diverso dal richiedente, tale termine comincerà a decorrere dal giorno in cuila decisione del Consiglio Direttivo risulti annotata nel libro soci dell'associazione.
La qualità di socio si perde per recesso o esclusione adottata dal Consiglio Direttivo; nell’ipotesi di recesso la qualità di socio verrà meno trascorsi 20 giorni dal termine indicato dal Consiglio Direttivo.
Il provvedimento d’esclusione sarà adottato in caso di mancato pagamento della quota trascorsi 20 giorni dalla richiesta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno; il Consiglio Direttivo potrà disporre l’esclusione anche nei confronti dei soci che assumono comportamenti contrastanti con lo spirito e le finalità dell’Associazione; in tale ipotesi il Consiglio potrà anche disporre la sospensione del socio sino ad un’annualità, salvo in ogni caso il diritto dell’interessato all’audizione. Contro ogni decisione d’esclusione dell’associato è ammesso reclamo al Collegio dei Probiviri entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.

 

Articolo 6 - ORGANI

Gli organi dell’Associazione sono:

1) l’Assemblea dei Soci;
2) il Consiglio Direttivo;
3) il Garante;
4) il Collegio dei Probiviri;
5) il Comitato Scientifico. Tutte le cariche sono munifiche e non danno diritto ad un compenso salvo che il rimborso spese nella misura decisa dal Direttivo.

 

Articolo 7 - L’ASSEMBLEA DEI SOCI

L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano dell’Associazione ed è composta dai tutti i soci (fondatori ed effettivi) che partecipano nella persona del legale rappresentante o suo delegato. L’Assemblea si riunisce in via ordinaria almeno una volta l’anno entro il 30 del mese d’aprile per approvare il bilancio consuntivo dell’esercizio chiuso il 31 dicembre ed il conto economico di previsione per l’esercizio in corso ed ogni volta che il Consiglio Direttivo ritenga opportuno convocarla.

L'Assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo per il tramite del suo Presidente.

Nel caso in cui il Presidente non vi provveda, l'Assemblea è convocata dal Vice-Presidente del Consiglio Direttivo o, in caso anche di sua omissione, dal consigliere più anziano.

Il Presidente ha facoltà di convocare comunque l'Assemblea quando per due Consigli Direttivi consecutivi, aventi all'ordine del giorno la convocazione, non si raggiunga il relativo quorum costitutivo previsto dall'art. 10.

L’Assemblea può essere convocata su richiesta scritta di almeno il venti per cento degli iscritti.
L’ordine del giorno è fissato dal Consiglio Direttivo e, nel caso precedente, dal Presidente.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in assenza, dal Vice-Presidente oppure, ove anche questi risulti assente, dal consigliere più anziano.



In via ordinaria l’Assemblea:

a) approva, su proposta del Consiglio Direttivo, il regolamento dei procedimenti di conciliazione;
b) approva il bilancio ed il conto economico di previsione;
c) delibera sugli indirizzi generali dell’attività dell’Associazione;
d) nomina il Collegio dei Probiviri;
e) decide in ordine al trasferimento della sede associativa.

L’Assemblea è validamente costituita se è presente, di persona o per delega, almeno metà degli iscritti aventi diritto di voto e, in seconda convocazione, almeno un terzo; le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei votanti.



In sede straordinaria l’Assemblea delibera:



a) sulle modifiche dello statuto;
b) sullo scioglimento e sulla messa in liquidazione dell’Associazione.

L’Assemblea straordinaria è validamente costituita in prima convocazione con l’intervento di persona o per delega, di almeno i due terzi degli associati aventi diritto di voto ed in seconda convocazione, quando siano intervenuti di persona o per delega, almeno il cinquanta per cento degli associati aventi diritto di voto. L’Assemblea straordinaria delibera per tutte le materie di sua competenza, con la maggioranza di almeno due terzi dei votanti.



L’Assemblea, sia essa in sede ordinaria che straordinaria, deve essere convocata, anche fuori della sede legale, a mezzo posta o via fax o via e-mail, almeno otto giorni prima della data fissata per la riunione.

Le assemblee non possono essere convocate per il mese d’agosto o in giorni festivi.

Ciascun associato non potrà rappresentare per delega più di due associati; la delega dovrà essere conferita per iscritto e saranno valide le deleghe pervenute via fax o via e-mail.

Hanno diritto di voto i soci fondatori ed i soci effettivipurché in regola col versamento delle quote sociali.

 

Articolo 8 - IL CONSIGLIO DIRETTIVO

L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo che dura in carica un anno, composto da tre membri designati da ciascun Consiglio dell’Ordine professionale – soci fondatori - fra gli iscritti al relativo albo.

Il Consiglio Direttivo elegge nel proprio ambito il Presidente ed il Segretario.



Il Presidente rappresenta a tutti gli effetti ed in ogni sede, anche in giudizio, l’Associazione, presiede e determina gli argomenti all’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio Direttivo e, sulla base delle delibere di tale Organo, promuove l’attività dell’Associazione e ne esprime all’esterno gli indirizzi.

Il Segretario provvede a redigere il verbale delle riunioni del Consiglio Direttivo; in caso d'assenza, il Consiglio Direttivo attribuisce ad uno dei suoi membri le funzioni di Segretario.

Il Tesoriere registra le entrate e le uscite dell’Associazione e ne tiene i conti; compila il bilancio consuntivo annuale e relaziona sull’andamento di cassa; è delegato ai pagamenti ed è abilitato ad intrattenere rapporti di conto corrente bancario e postale senza possibilità di scoperto.

Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno una volta ogni trimestre e, comunque, ogni altra volta che lo convochi il Presidente o ne facciano richiesta due suoi membri.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente anche a mezzo fax o a mezzo e-mail con un preavviso di tre giorni.

Le decisioni del Direttivo sono prese a maggioranza dei membri effettivi presenti, ma per la loro validità è necessaria la presenza di tanti membri che rappresentino almeno la maggioranza dei componenti del Consiglio. E' comunque necessaria la presenza del Presidente .In caso di parità di voti prevale quello del Presidente.

In caso di dimissioni dei componenti, l’organo che lo ha nominato provvederà, con tempestività, alla sostituzione.

Tutte le cariche sono gratuite.

Il Consiglio Direttivo è l’unico organo che autorizza le spese. Eventuali rimborsi spese devono essere preventivamente autorizzati dal Consiglio Direttivo.

Il Consiglio Direttivo provvede alla gestione dell’Associazione in ogni suo aspetto, secondo gli indirizzi programmatici formulati dall’Assemblea ed in particolare adotta gli atti d’ordinaria e straordinaria amministrazione inerenti alla realizzazione degli scopi associativi, fatta eccezione per quegli atti che a norma di statuto, sono riservati all’Assemblea.

In particolare il Consiglio Direttivo:

a) propone all’assemblea l’approvazione e modificazione del regolamento dei procedimenti di conciliazione;
b) esamina le domande d’ammissione all’Associazione ed all’Elenco dei Conciliatori deliberando sulle medesime in osservanza delle norme statutarie e regolamentari;
c) stabilisce l’ammontare dei contributi associativi annui, dandone comunicazione scritta contenente anche il termine di versamento a tutti gli associati;
d) individua i componenti del Comitato Scientifico;
e) stabilisce le mansioni di eventuali dipendenti dell’Associazione;
f) assume e licenzia il personale;
g) redige il bilancio che dovrà essere annualmente approvato dall’Assemblea.

Il bilancio annuale, redatto in forma libera, deve essere predisposto in termini di entrate ed uscite e deve essere reso noto a tutti gli associati mediante deposito presso la sede legaledell’Associazione almeno otto giorni prima della data fissata per la sua approvazione da parte dell’assemblea.

L’assenza non giustificata di unmembro del Consiglio Direttivo a due riunioni consecutive, comporta la decadenza dalla carica che dovrà essere disposta nella successiva riunione del Consiglio Direttivo.

Nell’ipotesi di dimissioni, o comunque di altro impedimento di carattere definitivo, del Presidente, gli subentrerà a tutti gli effetti il Segretario.

 

Articolo 9 - IL GARANTE

Il Garante, che rimane in carica per tre anni, sarà scelto, fra personalità di chiara fama nell’ambito accademico e professionale, dal Direttivo con designazione unanime di tutti i membri entro 30 giorni dalla data di svolgimento dell’assemblea ordinaria.

In difetto sarà eletto dall’assemblea.

Il Garante provvederà alla nomina dei conciliatori (ove le parti non concordino sulla designazione del conciliatore) ed emette gli altri provvedimenti di sua competenza previsti dal presente statuito e dal regolamento di conciliazione dell'Associazione.

Il Garante dovrà provvedere tempestivamente alla nomina dei conciliatori secondo quanto previsto dal Regolamento di Conciliazione dell’Associazione, tra i conciliatori iscritti nell’Elenco dei Conciliatori, che sarà denominato “Elenco dei Conciliatori dell’Organismo di Conciliazione di Firenze”.

Il Garante provvede alla nomina tenendo in considerazione, oltre la specializzazione, il principio della rotazione tra gli iscritti all’Elenco ed il rispetto delle prescrizioni in materia di formazione ed aggiornamento professionale permanente laddove prevista dai vigenti ordinamenti professionali.

A tal fine i Conciliatori iscritti all'Albo potranno depositare presso la segreteria dell'Associazione la certificazione attestante la specifica professionalità acquisita.

I Conciliatori che siano stati designati dal Garante, salvo casi eccezionali, non potranno avere in corso più di due procedure per volta. La deroga a questo principio deve essere motivata dal Garante, con esclusivo criterio della connessione dei procedimenti di conciliazione.

Non potranno essere nominati dal Garante conciliatori che siano membri del Consiglio Direttivo.

 

Articolo 10 - IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri eletti dall’Assemblea dei Soci per la durata in carica di tre anni. Il Collegio dei Probiviri in modo inappellabile decide:

1) sui reclami concernenti le deliberazioni del Consiglio Direttivo circa la non ammissione o ammissione all’Elenco dei Conciliatori dell’Associazione di un soggetto che abbia fatto domanda di ingresso, e sui reclami contro i provvedimenti riguardanti ipotesi di sospensione, decadenza dall’Elenco;
2) le eventuali controversie insorte tra gli associati o tra un associato e gli altri organi dell’Associazione, su fatti attinenti la vita ed i rapporti associativi.

 

Articolo 11 - L’ELENCO DEI CONCILIATORI

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione predispone, previa verifica della sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa, l’elenco dei conciliatori dell’Associazione denominato “Elenco dei Conciliatori dell’Organismo di Conciliazione di Firenze”.

Tale elenco sarà sottoposto all’assemblea per la sua approvazione, sarà reso pubblico a cura dell’Associazione e sarà tenuto a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.

Possono essere iscritti nell’Elenco:

a) i professionisti iscritti ad un albo professionale previsto per legge nelle materie economiche o giuridiche con anzianità d’iscrizione e d’effettivo esercizio della professione di almeno quindici anni,
b) i professionisti iscritti ad un albo professionale previsto per legge nelle materie economiche o giuridiche con anzianità d’iscrizione e d’effettivo esercizio della professione di almeno cinque anni, purché risulti provato il possesso di una specifica formazione acquisita tramite la partecipazione a corsi di formazione tenuti da enti pubblici, università o enti privati accreditati;
c) coloro i quali non siano più iscritti agli Albi dei rispettivi Ordini o Collegi per ragioni d’età o quiescenza purché non siano d’età superiore agli anni 75, abbiano maturato un’iscrizione all’Ordine di almeno 15 anni, la cancellazione dall’Ordine sia la conseguenza di dimissioni volontarie, e non abbiano subito sanzioni disciplinari interdittive;
d) i magistrati non esercenti la funzione;
e) i professori universitari in materie economiche e giuridiche. In ogni caso è richiesto il possesso, da parte dei conciliatori, dei seguenti requisiti d’onorabilità:

1. non avere riportato condanne definitive a pena detentiva, anche sostituita, per delitti non colposi;
2. non essere incorso nell’interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici;
3. non essere sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza o a provvedimenti cautelari interdittivi in sede disciplinare;
4. non avere riportato sanzioni disciplinari interdittive. Coloro che intendono essere iscritti nell’Elenco dei Conciliatori dovranno presentare domanda al Consiglio Direttivo, il quale accerterà la sussistenza dei requisiti richiesti. La domanda d’iscrizione deve contenere:

a) l’indicazione dell’anzianità d’iscrizione e d’effettivo esercizio della professione del richiedente;
b) l’accettazione del Regolamento di Conciliazione dell’Associazione;
c) l’accettazione delle tariffe;
d) la disponibilità a svolgere le funzioni di conciliazione in via esclusiva per l’Associazione;
e) la dichiarazione di sussistenza dei requisiti d’onorabilità di cui al precedente comma.

Nell’ipotesi di diniego, il Consiglio Direttivo dovrà succintamente motivarne le ragioni.

Sia contro la delibera d’ammissione che di non ammissione, ciascun socio interessato potrà proporre ricorso al Collegio dei Probiviri entro 30 giorni dal ricevimento della relativa comunicazione che andrà effettuata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.

Nel caso in cui il ricorso contro un provvedimento d’ammissione sia presentato da soggetto diverso dal richiedente, tale termine comincerà a decorrere dal giorno in cui la decisione del Consiglio Direttivo risulti annotata nel libro verbali del Consiglio Direttivo dell'Associazione.

Costituisce motivo d’esclusione dall’Elenco:

a) la sopravvenienza di motivi che ai sensi del presente articolo non ne avrebbero consentito l’iscrizione;
b) l’accoglimento di due istanze di ricusazione.

Chiunque presti la propria opera o il proprio servizio nell’organismo di conciliazione è tenuto all’obbligo di riservatezza.

I conciliatori devono essere stati, essere e rimanere indipendenti dalle parti, nonché mantenere nel procedimento un comportamento d’assoluta probità, imparzialità e riservatezza su tutto quanto appreso per ragioni dell’opera o del servizio.

Al conciliatore e ai suoi ausiliari è fatto divieto di assumere diritti od obblighi connessi, direttamente o indirettamente, con gli affari trattati, ad eccezione di quelli strettamente inerenti alla prestazione dell’opera o del servizio; sono motivi di incompatibilità, oltre quelli di cui all'art. 51 c.p.c., l'esistenza di rapporti di collaborazione, consulenza, assistenza, associativi, societari o di lavoro subordinato, con le parti o con i difensori o consulenti tecnici di parte ovvero l’essere legati da rapporti associativi con uno dei difensori.

E’ fatto divieto al conciliatore di percepire compensi direttamente dalle parti.

Al conciliatore è fatto, altresì, obbligo di:

a) sottoscrivere per ciascun affare per il quale è designato una dichiarazione d’imparzialità secondo le formule previste dal regolamento di procedura applicabile, nonché gli ulteriori impegni eventualmente previsti dal medesimo regolamento;
b) informare immediatamente l’ente o l’organismo, ed eventualmente le parti dell’affare in corso di trattazione, delle vicende soggettive che possono avere rilevanza agli effetti delle prestazioni conciliative e dei requisiti individuali richiesti ai fini dell’imparzialità dell’opera;
c) corrispondere immediatamente ad ogni richiesta del responsabile in relazione alle previsioni contenute nel presente regolamento.

La violazione degli obblighi di cui al presente comma determina il venire meno dei requisiti d’onorabilità di cui sopra ai fini dell’iscrizione all’albo.

Il conciliatore può essere ricusato ai sensi di legge. L’istanza di ricusazione dovrà essere diretta al Garante e depositata presso la segreteria dell’Associazione entro il termine perentorio di giorni 10 dalle comunicazioni di nomina o dalla sopravvenuta conoscenza delle cause di ricusazione. Il Garante si pronuncerà sull’istanza, nel contraddittorio delle parti e sentito il soggetto ricusato, con ordinanza da emettersi entro e non oltre gg. 20 dal deposito; ove accolta, l’istanza, sempre che le parti non concordino sulla designazione del nuovo conciliatore, il Garante provvederà alla nomina del loro sostituto, su richiesta della parte più diligente. Trascorso il termine di sei mesi senza il deposito presso la segreteria dell’Associazione, dell’istanza per la sostituzione del Conciliatore, il procedimento si estingue.

Accettato l’incarico, il conciliatore non può rinunciarvi se non per gravi motivi. La rinuncia deve essere comunicata a mezzo raccomandata all’Associazione, al Garante ed alle parti. La sostituzione del conciliatore deve avvenire a tempestiva cura del Garante qualora le parti non concordino sulla designazione di altro Conciliatore, entro 15 giorni dalla richiesta.

 

Articolo 12 - IL COMITATO SCIENTIFICO

Il Comitato Scientifico è composto da tre membri nominati dal Consiglio Direttivo fra personalità che hanno acquisito specifica competenza nell’ambito delle procedure conciliative; il Comitato proporrà al Direttivo tutte le iniziative finalizzate alla formazione ed aggiornamento dei conciliatori.

 

Articolo 13 - ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ

Ai sensi dell’art. 11 sesto comma del D. Lg.vo 18.12.1997 n. 472, l’Associazione si assume nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni e degli Enti che gestiscono i tributi, il debito per sanzioni conseguenti a violazioni che i rappresentanti dell’Associazione abbiano commesso nello svolgimento delle loro mansioni e nei limiti dei loro poteri, precisando che la suddetta assunzione è in ogni caso esclusa quando chi ha commesso la violazione abbia agito volontariamente e in danno dell’Associazione o comunque con dolo o colpa grave.

 

Articolo 14 - NORMA FINALE

Nell’ipotesi di costituzione dell’albo unico della professione di ragionieri e dottori commercialisti (a decorrere dall’esercizio sociale successivo), laddove nel presente statuto si fa riferimento al Collegio dei Ragionieri ed all’Ordine dei Dottori Commercialisti, il costituito albo unico si sostituirà agli stessi.

Il costituito albo unico avrà diritto comunque alla nomina di due delegati per tutte le designazioni che ai sensi del presente statuto sono attualmente riservate all’Ordine dei Dottori Commercialisti eal Collegio dei Ragionieri.